colloquio di lavoro

Ansia da colloquio di lavoro? Ecco come fare

Se fare un colloquio diventa.. Divertente

Oggi voglio tornare sul tema: colloquio di lavoro. Qualche mese fa ne ho parlato in questo articolo, prendendo come spunto il caso di Gianni e raccontando il lavoro che abbiamo fatto insieme.

Da circa un mese Gianni è tornato a fare colloqui di lavoro dopo un periodo di stasi dovuto soprattutto ai limiti imposti dalla pandemia da Covid-19. È stato contattato da varie aziende e, tra primi e secondi colloqui, ne ha già fatti quasi una decina. La cosa sorprendente che ha notato e che mi ha voluto testimoniare, è che in questa situazione adesso si diverte: l’ansia da colloquio ha lasciato il posto al gusto di fare il colloquio.

Ecco la sua testimonianza

[…] Dopo un paio di chiacchierate si è sbloccato qualcosa dentro di me e ho provato una sensazione nuova: un senso di energia, di libertà e di leggerezza. [...] La settimana scorsa ne ho fatti quattro e ora ho una sensazione nuova: mi diverto a fare colloqui, chi l’avrebbe mai detto? Adesso penso anche che se non vanno a buon fine non è un problema, ne farò altri e probabilmente per posizioni ancora più interessanti. Sì perché facendo colloqui sto anche capendo sempre di più cosa mi piacerebbe fare. Sono passato dall’ansia, al gusto di fare colloqui. Grazie di cuore Alberto.

Non fare del colloquio di lavoro un fatto personale

Il colloquio di lavoro è tra gli argomenti più trattati e analizzati al mondo: sul web trovi tutte le informazioni e i suggerimenti che ti servono per imparare ad affrontarlo al meglio. Allora perché a molti crea comunque così tanta ansia?

Perché, anche se è un colloquio di lavoro, per molti è un colloquio su di loro, un giudizio su sé stessi, perciò l’ansia da prestazione e la preoccupazione di non farcela hanno poco a che fare con gli aspetti prettamente professionali e tutto diventa molto più complicato di quello che è.

Gianni è passato dall’ansia al piacere di fare un colloquio, grazie alla presa di coscienza di ciò che è realmente: uno strumento per ottenere ciò che vuole e al perfezionamento delle sue capacità di sfruttare questo strumento, merito soprattutto delle esperienze fatte sul campo.

Impara le regole del colloquio di lavoro

In un colloquio di lavoro domande e risposte fanno riferimento ad uno schema abbastanza definito e noto, per cui ti puoi preparare accuratamente.

Dando per scontato che le competenze professionali e le attitudini personali siano in linea con quelle richieste per la posizione a cui ti candidi, la differenza la fa come ne parli e come ti relazioni con il selezionatore.

L’ottima notizia è che sia le tue competenze che le tue attitudini fanno parte di te e ne puoi attingere ogni volta che ti servono, quindi quello che devi fare è imparare ad esprimerle al meglio seguendo le regole classiche del colloquio di lavoro.

A parte qualche variazione sul tema, le domande fatte ad un colloquio sono risapute, così come lo sono i modi più indicati per rispondere e questa è un’altra buona notizia perché vuol dire che, una volta assimilate queste conoscenze, hai tutti gli strumenti per rendere al meglio durante il colloquio.

Ricorda che le domande facili sono le più difficili

Spesso, soprattutto a inizio carriera, si sottovalutano le domande che a prima vista sembrano facili come quelle che riguardano sé stessi:

  • Mi parli di lei
  • Quali sono i suoi punti di forza e i suoi punti deboli?
  • Mi dica tre aggettivi che la descrivono meglio
  • Perché lei è il candidato giusto per questo lavoro?

La difficoltà di queste domande sta nel fatto che, riguardando noi stessi, la risposta pare ovvia e già sulla punta della lingua e per questo, spesso, non la si elabora né la si testa compiutamente.

Parlare di sé è già difficile normalmente, figuriamoci in un contesto delicato come quello di un colloquio di lavoro, ecco perché bisogna trattare questo argomento come qualsiasi altro: analizzandolo e approfondendolo bene in modo che diventi realmente il tuo punto di forza.

Va precisato che in questo contesto, qualsiasi argomento va trattato dal punto di vista professionale, per cui anche gli aspetti personali devono riguardare il lavoro ed essere commisurati alle esigenze e alle richieste dell’azienda selezionatrice. Anche i propri pro e contro, per esempio, vanno intesi in tal senso, ciò può voler dire che può essere utile adeguarli di volta in volta per incontrare più efficacemente le loro aspettative.

Fatti amiche le domande più fastidiose

Capita spesso di infastidirsi riguardo ad alcune domande, per esempio quelle a cui pensiamo di aver già risposto nel curriculum, quelle che pensiamo siano fatte solo per metterci in difficoltà (ed è proprio così!) o quelle che consideriamo troppo generiche e per le quali l’unica cosa a cui riusciamo a pensare è: dipende.

Ricorda che, tendenzialmente, tutte le domande poste durante un colloquio hanno una ragione d’essere ed è costruttivo e conveniente considerarle in quest’ottica, in fondo, per il selezionatore è un ottimo modo per valutare la tua capacità di gestire situazioni scomode o impreviste.

Quindi lavora bene su questo tipo di domande fino a farle diventare il tuo punto di forza. La prima condizione per riuscirci è convincerti e accettare che tutte le domande sono lecite e che a tutte puoi rispondere, in questo modo ti predisponi positivamente e concentri tutte le tue risorse solo sulla risposta.

Tieni conto che puoi ed è importante rispondere anche a domande a cui non sai come rispondere. Fallo ragionando ad alta voce, ponendo qualche domanda a tua volta e pensando a contesti simili da cui prendere spunto, così facendo dimostri che sai affrontare anche situazioni che non conosci o che addirittura non hanno soluzioni. In questi casi l’approccio è più importante della risposta.

Costruisci le tue abilità di candidato

Voglio ribadire un punto: le tue competenze e qualità professionali, le tue attitudini personali e le esperienze fatte, sono il motivo per cui sei stato scelto per fare il colloquio per cui, in quella sede, vanno confermate, mai messe in discussione e, soprattutto, vanno fatte rendere.

Per far questo devi lavorare sul tuo ruolo di candidato, che praticamente è il sinonimo di “venditore di sé stessi”. Più lavori sulla tua preparazione più aumenti le tue abilità di candidato e questo, in un colpo solo, accresce le tue possibilità e diminuisce l’effetto ansia.

Dedica tutto il tempo e le risorse che servono ad imparare a fare il candidato, studia, prendi appunti e ripeti, approfondisci gli argomenti più ostici, confrontati con chi ha più esperienza e, se serve, chiedi loro aiuto.

Tieni presente che il momento giusto per cominciare a lavorare sul colloquio è appena dopo aver deciso quale posizione vuoi cercare: infatti, hai già stabilito di essere idoneo e competitivo per candidarti e probabilmente hai anche ben presente quali sono i tuoi punti di forza su cui puntare. Non aspettare l’ultimo secondo.

Fanne un mestiere

Come sempre la teoria è solo una parte di ciò che ci serve e da sola non basta, perciò metti in conto di fare dei colloqui quasi solo per fare l’esperienza che ti serve per acquisire sicurezza e migliorare le tue abilità di candidato.

La testimonianza di Gianni ci insegna che vivere serenamente il colloquio di lavoro è una questione di esperienza sul campo, di abitudine alla situazione e di un po’ di mestiere.

Perciò fanne un mestiere, diventa un esperto e fai in modo che la pratica e l’abitudine al ruolo ti diano la prontezza di cavartela serenamente anche in situazioni impreviste o di rispondere a domande scomode ed inaspettate, questo ti dà la sicurezza e la serenità per giocarti al meglio tutte le tue carte.

Se ti serve una mano per mettere in pratica questi miei suggerimenti, io ti posso aiutare a farlo, così come ho fatto con Gianni.

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