autostima nei bambini

Autostima nei bambini

Quanto stimiamo le nostre capacità

Quando si parla di autostima normalmente (e giustamente) si pensa alla fiducia e alla stima che si ha nei propri confronti.

L’autostima infatti è quel sentimento per cui ci si sente sicuri e fiduciosi nell’affrontare a testa alta la vita. Perciò, di solito, per stima si intende: l’alta considerazione e opinione di qualcuno. Oggi, però, mi voglio soffermare sul suo significato neutro di “valutazione approssimativa e presunta”.

In questi termini possiamo pensare all’autostima come alla stima, fatta da noi, della nostra capacità di affrontare ciò che ci capita.

Spero sia di aiuto soprattutto ai genitori, così che si rendano conto che volenti o nolenti, consci o no, il loro modo di comportarsi determina quale “stima” faranno i loro figli della propria capacità di affrontare la vita.

Ho pensato di scrivere questo articolo rivolto ai genitori perché so quanto possa essere difficile rendersi conto delle reali conseguenze di certi comportamenti, soprattutto quando si pensa di fare di tutto e del proprio meglio per i propri figli.

Come sempre nelle mie considerazioni, il giudizio non è mai rivolto alla persona ma è rivolto ai fatti, ai comportamenti e alle loro conseguenze. In questo articolo, per rafforzare questo punto, ho pensato di rivolgermi a te genitore parlando direttamente al bambino che eri e che sei ancora. Voglio che ti senta affiancato e supportato nel chiarire le conseguenze di certi atteggiamenti e nel trovare delle soluzioni.

“Non correre che cadi e ti fai male”

Prendiamo in considerazione una delle frasi più iconiche, più dette e più sottovalutate che ti senti dire fin dai tuoi primi passi: “non correre che cadi e ti fai male”.

Questa frase può essere presa ad emblema di quanto una raccomandazione, fatta sicuramente con buoni propositi e al solo scopo di proteggerti, possa essere invece tanto dannosa.

Considerando il fatto che te la ripetono tutte le volte che corri da quando hai due anni a quando ne hai almeno dieci, ti entra nella testa in modo così profondo da diventare quasi indelebile.

Detto questo, ora ragioniamo sul significato che ha e su come attecchisce in te. Partiamo dai tre principali messaggi che sottintende e trasmette:

  • se cadi ti fai male: sempre

  • se corri cadi: sempre

  • quindi non puoi mai correre

Ti ricordo e sottolineo che, con questo divieto, ti si vorrebbe impedire di fare ed esercitare una tra le azioni più naturali e funzionali che ci siano: è come voler arginare l’acqua con le mani.

Perciò, fin da giovanissimo ti senti dire moltissimi no, tanti che hai l’impressione che ogni volta che provi a fare qualcosa qualcuno te lo impedisca e questo ovviamente ti genera inquietudine che a lungo andare diventa ansia.

Crescendo, le situazioni, potenzialmente rischiose, che non hai il permesso di fare, proprio perché rischi di farti male, si moltiplicano. In poco tempo, così, impari che quando ci sono dei rischi non devi neanche provarci perché tanto non ce la fai.

Un esempio pratico e simbolico

Pensa di essere in bicicletta con i tuoi amici e i vostri genitori, arrivate davanti ad un sentiero un po’ ripido e sconnesso, i tuoi amici lo percorrono e vuoi provare anche tu ma tuo papà te lo vieta perché dice che è pericoloso.

Guardi il sentiero, fai la tua stima e pensi che ce la puoi fare o che almeno ci vuoi provare ma tuo papà insiste sul fatto che, non avendolo mai fatto, non sei capace e che non devi rischiare.

Tu allora riguardi il sentiero e cominci a vederlo un po’ più ripido e un po’ più sconnesso ma insisti ancora perché sei fiducioso e te la senti. La discussione va avanti ancora, alla fine riguardi il sentiero e questa volta la tua stima è cambiata e lo vedi molto ripido e troppo sconnesso: “è vero, non ce la posso fare”.

Sono successe tre cose:

  • la tua capacità di stima è stata alterata e ora vedi tutto più difficile e rischioso

  • neanche ci provi più perché tanto sai che non ce la puoi fare

  • quando c’è un rischio adesso fuggi

A questo punto ti faccio presente che la nostra quotidianità è costellata di rischi visto che, non prevedendo il futuro, ogni cosa potrebbe andare diversamente da quello che ci aspettiamo. Ecco spiegato perché l’insicurezza è un sentimento che diventa così centrale e determinante nella nostra vita.

L’auto-stima è uno strumento prezioso

Essere in grado di fare una stima obiettiva e veritiera delle tue capacità in relazione alle prove che ti trovi davanti ti permette di trovare il modo migliore di superarle oppure di rimandarle a tempi e strumenti migliori o di evitarle perché troppo pericolose.

Se tu bambino fossi in grado di capirlo da subito o se potessi tornare indietro nel tempo, non avresti dubbi: vorresti che i tuoi genitori ti insegnassero ad affrontare le situazioni rischiose, a mettere alla prova le tue abilità e a gestire serenamente eventuali sconfitte.

A pensarci bene, vorresti addirittura che fossero così coraggiosi da insegnarti ad affrontare anche le sfide più ardue perché adesso sai che saperle superare farebbe la differenza e avresti molte più scelte a disposizione.

Adesso che sei cresciuto, sai bene quanto vorresti essere consapevole delle tue capacità e quanto vorresti saperle sfruttare al massimo.

Sai che non avresti avuto tante difficoltà nelle relazioni con le ragazze o i ragazzi che ti piacevano. Sai che avresti potuto dedicare tutte le tue risorse a studiare invece di doverti preoccupare della maledetta ansia da esame che non ti permetteva di concentrarti.

Sai che potresti vivere più serenamente le sfide che ti mette di fronte il mondo del lavoro perché avresti gli strumenti giusti per affrontarle e gestirle, come vedi fare ad alcuni tuoi colleghi.

Qualche spunto su come fare

Se ti sei rivisto nel bambino a cui mi sono rivolto, parla con la tua parte adulta e intercedi per tuo figlio, ancora meglio: intercedi sia per lui che per il bambino che eri e che ancora sei. Chiedile di aiutarvi a costruire la corretta stima delle vostre capacità in modo che possiate affrontare le difficoltà senza ansie e paure.

So che per te, che oggi sei genitore, non è per niente facile fare la stima giusta di quello che tuo figlio è realmente capace di fare. So anche, però, quanto è importante riuscire a farlo, per cui voglio condividere con te alcune considerazioni.

  • Il tuo miglior alleato e asso nella manica è proprio tuo figlio
    Conta sul suo istinto e sulla sua voglia di sperimentare e lasciagli provare il sentiero ripido. Magari fatelo insieme o mettiti nel punto più insidioso per dargli qualche consiglio, intervieni solo se proprio necessario, ma ricordati di incoraggiarlo sempre e tifa per lui.

  • Condividi con tuo figlio la difficoltà di una corretta auto-stima
    Parlagli apertamente e raccontargli le tue difficoltà. Raccontagli un episodio in cui pensavi di non farcela e invece ce l’hai fatta e uno in cui non ci hai neanche provato. Confrontate le vostre sensazioni, insieme sarà più facile, vi darà motivazione e creerà una bella complicità genitore-figlio.

  • Tieni conto degli automatismi
    Ricordati che le abitudini sono dure a morire, quindi dai per scontato che la tua prima reazione sarà quella di sempre. Correggiti appena te ne accorgi e non ti preoccupare, con il tempo, accadrà sempre meno. Chiedi a tuo figlio di aiutarti facendoti notare quando ti comporti alla vecchia maniera.

In ultimo, alcuni suggerimenti per aiutare tuo figlio a mantenere alta la fiducia in sé stesso:

  • Fagli gestire da solo le sue cose (compiti/giochi) e fallo partecipare ai compiti di casa (pulire/apparecchiare). Non solo per insegnargli il senso del dovere ma anche e soprattutto per dimostrargli che sa cavarsela e che può occuparsi benissimo da solo delle sue cose.

  • Non intervenire quando è in difficoltà, fallo solo se te lo chiede, gli insegnerai a contare su sé stesso e allo stesso tempo a chiedere aiuto quando serve.

  • Dagli anche compiti leggermente più complessi delle sue capacità in modo da spingerlo a provare e riprovare senza arrendersi fino alla soluzione.

  • Se non è assolutamente necessario, non spronarlo/obbligarlo a fare qualcosa che non vuole fare e lascia che faccia le cose alla sua maniera.

  • Evita i confronti, rimarca ciò che sa fare lui e spronalo ad impegnarsi per migliorare.

  • Ricordati che nell’educazione, come nella vita, i fatti contano molto più delle parole quindi: predica bene e razzola meglio!

Aiutando lui aiuti anche te stesso

So che comprendi l’importanza di incentivare la giusta autostima nei bambini, mantenere alta la fiducia in loro stessi e garantire loro la sicurezza necessaria a vivere serenamente.

So anche, però, che non è per niente facile cambiare certi automatismi, perciò, se vuoi, io posso darti una mano affiancandoti e supportandoti in questo percorso. Tieni presente che aiutando tuo figlio aiuti anche il bambino che c’è in te e quindi te stesso.

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