colloquio di lavoro

Come affrontare un colloquio di lavoro sereni e lucidi

Ti sei mai chiesto perché l’idea di fare un colloquio di lavoro ti mette ansia?

Spesso il colloquio di lavoro viene presentato e vissuto come un evento traumatico.

Hai notato che non si dice quasi mai “fare un colloquio di lavoro” ma si usano verbi come “affrontare” o “sostenere”? E hai mai pensato che i loro sinonimi sono aggredire, assalire, far fronte e sopportare?

Quando ho cominciato a lavorare con Gianni sul tema colloqui, la prima domanda che gli ho fatto è stata cosa rappresentasse per lui il colloquio di lavoro e mi ha risposto che lo vedeva come il momento in cui Golia giudica Davide. Credo che in molti si riconoscano in tale definizione, ma questa è una stortura della realtà di cui bisogna disfarsi.

Un altro dato interessante è che l’aspetto più importante nella preparazione di Gianni era trovare la formula magica per far colpo sui selezionatori e superare il colloquio. Passava molto tempo a studiare i consigli, le regole e le risposte giuste che trovava in rete.

Era talmente concentrato su questo che ad un certo punto gli ho chiesto: “credi davvero che se uno di solito va a fare un colloquio di lavoro (per un posto in banca) con le infradito il semplice fatto di mettersi le scarpe gli farà ottenere il lavoro?”

La domanda è ovviamente retorica ma è comunque importante rispondere di no ad alta voce.

Allora come prepararsi al meglio per un colloquio?

Il colloquio rappresenta l’ultima fase del percorso e come tale va vissuto. È un po’ come un esame, con la differenza che se questo va bene viene sempre passato, mentre il colloquio no. Molti candidati possono fare colloqui soddisfacenti e brillanti, ma alla fine ne viene scelto uno solo.

Si può tranquillamente dire che la buona riuscita di un colloquio dipende al 50% da noi e al 50% da fattori che non possiamo controllare (tempistiche, concorrenza, competenza dei selezionatori e così via). 

Direi quindi di concentrarsi sul 50% in nostro potere e di dimenticarci del resto.

Partiamo con il rispondere alle due domande più ricorrenti in rete:

  • come affrontare un colloquio di lavoro? 
  • come presentarsi ad un colloquio di lavoro?

La risposta è una sola: sereni e lucidi

Ogni persona e situazione ha le sue peculiarità e per raggiungere serenità e lucidità serve un’analisi e un percorso specifico

Alla ricerca del connubio perfetto con l’azienda

Possiamo comunque fare alcune considerazioni generali. 

Partiamo dal fatto che se abbiamo un colloquio vuol dire che siamo piaciuti all’azienda e che le nostre competenze ed esperienze sono state apprezzate. Quindi abbiamo già passato la prima selezione: possiamo stare sereni.

Ora ci concentriamo sul caso specifico dato dal connubio tra noi e l’azienda per far sì che funzioni al meglio.

Per prima cosa facciamo in modo di conoscere il più possibile l’azienda, avere un’idea di chi saranno gli interlocutori che incontreremo al colloquio e studiare la job description (il ruolo e le specifiche del profilo cercato).

Attraverso queste informazioni rimodelliamo ad hoc i nostri punti di forza e le nostre debolezze e adattiamo il racconto del nostro profilo e delle nostre caratteristiche alle aspettative dell’azienda. E così, per esempio, alla domanda “perché vuole questo lavoro?” non risponderemo “perché mi serve” ma “perché le mie qualità x e y si adattano perfettamente a ciò che cercate e/o alla filosofia/mission della vostra azienda” e così via.

Ricordati che il colloquio non è un interrogatorio ma un modo per conoscersi

Approfondire la conoscenza della realtà aziendale e delle sue peculiarità serve a formulare con precisione le domande che faremo loro per vedere se l’azienda soddisfa le nostre aspettative. Se otterrai il lavoro, i due mondi si fonderanno e si condizioneranno spesso in maniera importante. Durante il colloquio l’azienda fa di tutto per capire cosa sai, chi sei e quanto puoi essere loro utile, è importante che tu faccia lo stesso!

Ci sono vari aspetti a carico dell’azienda che incideranno sulla tua vita e sulla tua carriera:

  • l’ambiente, che è creato prima dai sistemi aziendali (organigramma, filosofia, procedure, mission, prassi e cultura) e poi dalle persone
  • la considerazione che ha l’azienda dei dipendenti (ma anche come si vedono tra loro i colleghi): subordinati, risorse o clienti interni?
  • l’attitudine alla formazione e alla crescita del proprio personale
  • la capacità di ascolto e di relazione della catena di comando (la sua tipologia dice molto sul tipo di comunicazione in azienda)

In alcuni casi potrai fare domande dirette, in altri invece potrai ottenere le informazioni in modo indiretto e scoprire così le attitudini e il carattere (pregi e difetti) del tuo potenziale futuro partner.
Come per qualsiasi altra relazione, infatti, anche nella relazione lavorativa la conoscenza reciproca e la comunione d’intenti sono condizioni necessarie per farla funzionare al meglio.

colloquio di lavoro

Leggi anche Ansia da colloquio? Ecco come fare

Sicuro di aver ben chiaro perché fai quel colloquio?

Sono molti i motivi per cui si può voler fare un colloquio (oltre che per trovare un lavoro). Per esempio sondare il terreno, conoscere altre realtà, capire quali sono le nuove tendenze del mercato, misurare la propria crescita professionale.

Mi sono accorto che Gianni sceglieva gli annunci a cui rispondere in base ad elementi come la vicinanza da casa, lo stipendio, la dimensione dell’azienda o il fatto che tra le soft skills richieste ci fosse anche la flessibilità. Pensavo fossero aspetti per lui importanti a cui non voleva rinunciare ma poi abbiamo capito che non era così.

Allora abbiamo approfondito e Gianni ha realizzato che quello era un periodo in cui stava provando a caratterizzare il suo profilo con nuove competenze tecniche e che fare colloqui poteva essere un modo efficace per testare e affinare sul campo il suo nuovo profilo. Così ha cominciato a rispondere agli annunci che più si addicevano a questo scopo (gli è anche capitato di fare colloqui per posizioni che, diversamente, non avrebbe mai scelto). 

Da quel momento Gianni non ha più avvertito il peso dell’ansia da prestazione perché sapeva esattamente cosa cercare e cosa aspettarsi da quei colloqui.

Vuoi presentarti al colloquio con una marcia in più?

Anche se ti sei preparato bene, la mattina del colloquio di lavoro lo stress e l’ansia possono comunque fare sentire i loro effetti. Ho creato il servizio di Assistenza proprio per gestire al meglio questi momenti. Ripasseremo i punti salienti della tua preparazione, chiariremo cosa vuoi ottenere dal colloquio e disinnescheremo le ansie da prestazione, per esempio richiamando l’attenzione sulle tue qualità e neutralizzando le tue debolezze. Sarai pronto a presentarti al colloquio sereno e lucido.

E se ti serve, come facevo con Gianni, ci sentiamo anche dopo il colloquio per valutare insieme com’è andata, ordinare le sensazioni che hai avuto e, eventualmente, individuare le aree su cui conviene lavorare ancora un po’.

Per me è un piacere dare una mano a chi sceglie di mettersi in discussione e vuole migliorare. Per questo ho deciso che:

Eh sì, infatti mi piace l’idea che il costo del mio servizio sia un’opportunità e non un limite. È il mio modo di aiutarti a scegliere consapevolmente e liberamente di lavorare su te stesso e stare meglio.

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