indipendenza dei figli

L’indipendenza dei figli

Il grosso equivoco che soffoca gli slanci

Spesso gli adulti hanno paura a dare autonomia ai bambini perché il loro desiderio di protezione e sicurezza li frena e fa credere loro che non ne siano all’altezza, ma non è così.

I bambini sono in grado di fare tutto ciò che è relativo alla loro età ma non sono in grado di fare ciò che non lo è e per questo li classifichiamo generalmente come “non indipendenti”.

Questo è il grosso equivoco in cui spesso noi adulti cadiamo e che ci porta a stare loro addosso fino a soffocarne gli slanci, aiutandoli a tutti i costi quando non ce ne sarebbe bisogno o quando è importante che imparino a fare da soli. Fino a vietare esperienze alla loro portata mortificando e frustrando il loro bisogno di conoscere e sperimentare.

Ma partendo proprio da queste considerazioni i genitori (che lo vogliono) possono trovare il modo di cambiare le cose e garantire ai figli l’indipendenza che meritano e di cui hanno bisogno.

Oggi vi voglio parlare proprio del fondamentale ruolo dei genitori nell’indipendenza dei figli e di come, aiutare i bambini, significhi aiutare anche loro stessi.

La dipendenza (forzata) dai genitori

I bambini dipendono dagli adulti per molto tempo e i genitori sono così abituati a fare le cose al posto loro e a decidere per loro che continuano a farlo anche quando non è più necessario.

Per un adulto è sicuramente difficile stare al passo con la loro crescita e riuscire ad adattarsi in modo oggettivo e puntuale ai cambiamenti fisici e, soprattutto, cognitivi che avvengono così velocemente nei bambini.

A ciò si aggiunge il fatto, per niente marginale, che molti adulti non sanno di preciso di cosa è realmente capace un bambino ad una determinata età. Capita, infatti, che neghino delle libertà assolutamente accessibili e che, al contrario, pretendano capacità ancora inesistenti o immature.

In questo modo si impedisce ai bambini di fare ciò che sono già in grado di fare e si richiede loro di fare ciò che ancora non sanno fare. In entrambi i casi si genera una dipendenza forzata: nel primo caso perché inutile e nel secondo perché generata da una pretesa fuori luogo.

A ciascuno il suo spazio

Un buon modo per lavorare sull’indipendenza dei bambini è garantire a ciascuno il suo spazio. Conquistare e difendere i propri spazi vuol dire conquistare e difendere la propria autonomia e la propria individualità (cioè sé stessi) da contrapporre a quella degli altri.

Il modo più efficace per far questo è porre dei limiti alla loro presenza nei vostri spazi, come quello della camera da letto. Fissate, quindi, la regola che in determinati momenti i bambini non possono entrarci, per esempio la domenica mattina fino all’ora da voi stabilita. Un altro spazio da far rispettare è quello in cui state lavorando, leggendo o anche giocando, poi c’è lo spazio relativo a quando state parlando al telefono o con un’altra persona, adulto o bambino che sia.

Dire ai bambini che non possono entrare in camera vostra troppo presto perché non volete essere disturbati insegnerà loro che è giusto difendere i propri spazi e, soprattutto, a fare altrettanto.

Avere a che fare con il concetto di spazio altrui fa capire al bambino che non c’è un unico spazio comune a tutti. Inoltre i più piccoli imparano che ogni spazio può avere regole diverse, che ne esistono alcuni in cui loro non sono ammessi e altri in cui hanno dei limiti. Da questo deducono (inconsciamente) che ne esiste anche uno tutto loro in cui sono liberi di fare ciò che vogliono.

I primi a dover rispettare le regole sono i genitori

La cosa più importante è non derogare, se non in casi molto rari, a queste regole perché i bambini imparano come difendere i propri spazi da voi e se voi per primi non sapete farlo come possono riuscirci loro?

Ricordiamoci che la maniera più efficace di insegnare qualcosa ai più piccoli (ma non solo) è l’esempio: i bambini non ragionano sui discorsi che fate loro, ponderando parola per parola, facendone una sintesi e traendone, quindi, un insegnamento, loro imitano. Fanno quello che fate voi: se voi rispettate le regole lo faranno anche loro se non lo fate (non importa quale sia il motivo) non lo faranno neanche loro.

Ovviamente i bambini fanno molto bene il loro mestiere per cui se sono abituati a fare i capricci continueranno a farli, anzi li intensificheranno per reagire alle nuove regole ma se il vostro atteggiamento è saldo e paziente quella fase passerà.

Per ottenere che vi ubbidiscano non serve urlare e sgridarli, basta che siate fermi sul vostro punto e che non cediate. Potete anche coccolarli amorevolmente mentre ribadite i vostri no, in fondo far rispettare le regole non vuol dire essere arrabbiati con loro.

L’indipendenza meritata e da conquistare

Una volta che i bambini hanno conquistato il loro spazio bisogna aiutarli a gestirlo, perciò, oltre alle regole, è fondamentale che, al suo interno, diate loro la libertà (lo spazio, appunto) di agire in prima persona, il che vuol dire che, anche quando avranno bisogno di aiuto, non vi sostituirete a loro ma li affiancherete lasciandoli al timone delle operazioni.

Sono loro i protagonisti e devono imparare a prendersi cura di loro stessi in autonomia. Ciò vuol dire che bisogna lasciarli fare quello che sanno (e vogliono) fare e guidarli in ciò che ancora non sanno fare o che non si sentono pronti a fare.

Quindi, per esempio, lasciateli gestire le litigate con i fratelli (cugini e amici) e non intromettetevi neanche se ve lo chiedono, devono imparare a gestire i conflitti da soli altrimenti ne soffriranno da adulti (tra l’altro i bambini, se lasciati fare, sono assolutamente capaci di farlo).

Oppure, una volta impostate le regole su come e quando farli, lasciate a loro la responsabilità dei compiti, è un lavoro che devono imparare a fare in autonomia, compresa la gestione di eventuali conseguenze per averli fatti male o non averli fatti per niente. Voi li affiancate e guidate ma se vi sostituite a loro da adulti non sapranno prendersi la responsabilità del loro lavoro e in generale delle loro azioni.

Magari fa paura, ma è fondamentale

Probabilmente a qualcuno di voi fa paura dare autonomia ai figli ma è l’unico modo per insegnare loro a cavarsela efficacemente una volta adulti, ne va del loro futuro.

Il pensare comune e alcune prassi sociali non aiutano, anzi spingono a fare da chioccia ai nostri bambini fino ad età avanzata, penso ad esempio alle deleterie regole di entrata e uscita dalla scuola. I bambini vengono passati di mano da un adulto responsabile ad un altro come fossero bambole di pezza senza coscienza, privandoli totalmente del diritto/dovere di assumersi quel poco o tanto di responsabilità che la loro età consente loro.

Così facendo ai nostri bambini e ragazzi comunichiamo a gran voce che, nelle due sedi più importanti della loro crescita (famiglia e scuola), nessuno si fida di loro, neanche per fare cose assolutamente alla loro portata.

Ai nostri tempi noi andavamo a scuola da soli già a 9/10 anni e se lo raccontate ai bambini di oggi della stessa età vi guardano stupiti e increduli perché lo considerano impossibile tanto è lontano dalla loro concezione di ciò che possono o non possono fare.

Cari genitori bisogna che siate coraggiosi perché se voi non date fiducia ai vostri figli loro non ne avranno, è davvero molto semplice: avranno esattamente la quantità di fiducia (in sé stessi) che gli avrete dato voi.

Lasciate loro lo spazio fisico e mentale per poter fare le loro scelte, i loro tentativi e i loro errori, per poter formare le loro idee, le loro preferenze e le loro sensibilità e, soprattutto, per potersi prendere le loro responsabilità.

La vostra paura è normale (e per lo più indotta dal vostro passato di bambini) ma non dev’essere per forza di ostacolo alla possibilità di garantire la giusta indipendenza ai vostri figli.

 

I vostri limiti e la loro indipendenza

La prossima volta che intervenite nelle loro cose o li soccorrete, chiedetevi il perché, cosa sarebbe successo se non l’aveste fatto e se si poteva evitare. Poi pensate a voi e al vostro grado di autonomia relativamente ai giudizi altrui, alla vostra capacità di prendere decisioni, di reagire agli imprevisti o di esprimere e far rispettare in modo chiaro ed efficace le vostre emozioni e opinioni con il vostro capo, i colleghi, gli amici e i partner più o meno invadenti o prepotenti. Se alla fine vi rendete conto che il vostro grado di autonomia non vi soddisfa provate a capire come evitare di tramandare le stesse difficoltà ai vostri figli.

Se volete farlo, ci riuscirete. Ci vorrà tempo, pazienza e magari un aiuto ma si può fare.

Ciò che è alla base dei comportamenti dei vostri figli deriva, più o meno direttamente, da voi, quindi decifrarlo vi permetterà di attingere al vostro vissuto, sviluppare una maggior empatia nei loro confronti e quindi trovare il modo migliore per aiutarli.

Come abbiamo già detto, i bambini imparano soprattutto per imitazioni, perciò è molto importante che voi lavoriate su di voi per riuscire a dare loro indipendenza soprattutto con i fatti e con la coerenza delle vostre azioni.

Volete aiutare vostro figlio a diventare un adulto indipendente?

L’indipendenza dei figli è un argomento complesso e delicato perché dipende quasi del tutto dal grado di indipendenza che hanno, a loro volta, i genitori.

Spesso è difficile anche solo capire cosa significa “essere indipendenti”: facendo un’estrema sintesi direi che per un bambino significa saper fare da solo e per un adulto saper pensare da solo.

Come ho detto, l’argomento è complesso e delicato ma è anche molto stimolante e se volete io posso aiutarvi a trattarlo efficacemente.

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