insegna a tuo figlio a dire di no

Insegna a tuo figlio a dire di no

L’assillo delle regole e la paura dei “no”

La maggior parte dei genitori è concentrata fin dai primi anni dei loro figli a dare regole e dire loro cosa fare e come comportarsi. L’assillo del rispetto delle regole non permette loro di accettare e capire i “no” dei loro figli.

Le regole sono una traccia e uno strumento d’aiuto, non uno scopo di vita. Ricordati che per ogni regola c’è la sua eccezione e che spesso le circostanze possono metterle in discussione, perciò non considerarle mai fine a sé stesse.

Che rapporto hai con le regole?

Poi c’è la famigerata fase dei no (2-3 anni) in cui i bambini sembrano conoscere solo quella parola. In questo caso l’attenzione è rivolta quasi solo a correggere quell’atteggiamento “ribelle” e a cercare di gestire le difficoltà che ne derivano (per i genitori).

Come hai vissuto o stai vivendo questa fase? Hai capito perché è così importante per tuo figlio?

Inconsciamente, attraverso quei “no” esprime la sua indipendenza. Comincia a sentirsi un individuo separato dalla madre e dal padre e lo manifesta prendendone le distanze con i suoi “no”.

L’esortazione di madre natura

La gestione di questa fase è critica e determinante. Attraverso di essa tua figlia esprime la sua prima manifestazione di autonomia e di riconoscimento di sé stessa.

Si sa che l’autonomia è fondamentale per ognuno di noi, giusto? Perciò non mortificare questo suo primo momento di esternazione d’indipendenza e prendila per quello che è: un’esortazione da parte della natura umana a rendere autonomo tuo figlio fin dai suoi primi anni.

Ti insegna che “dire di no” è fondamentale e parte integrante del suo percorso verso l’autonomia.

Per capire meglio questo punto pensa a te stessa e al tuo rapporto con i “no” detti e ricevuti. Sei capace a dire di no tutte le volte che vuoi farlo? Come reagisci quando te lo senti dire?

Le tue difficoltà con il “no” derivano da come i tuoi genitori lo hanno gestito e da come te lo hanno fatto vivere da piccola. Ti ricordi come reagivano ai tuoi no? O come ti sentivi quando lo dicevano a te?

L’importanza dei “no” di tuo figlio

Parte tutto proprio da quegli anni, ecco perché ho voluto scrivere questo articolo. Voglio aiutare i genitori a capire che i “no” dei loro figli sono da rispettare, educare e da incentivare. Non sono da reprimere e non sono qualcosa di cui aver paura.

A 2/3 anni i loro “no” rappresentano quasi solo il bisogno di autonomia e poco hanno a che fare con convinzioni e prese di coscienza. Crescendo, però, riflettono sempre di più l’idea che hanno del mondo, con i loro “no” prendono posizione, esprimono sé stessi e danno forma alla loro personalità.

Rispettare le loro esternazioni, anche quando sono in contrasto con le tue o quando pensi non siano corrette, insegna loro ad avere opinioni, fare scelte e prendere decisioni.

Alcuni genitori pensano che i bambini dicano di no per partito preso e senza una ragione ma questo non è vero. Anche quando non la conoscono nemmeno loro una ragione c’è sempre, come abbiamo visto nel caso della fase dei 2/3 anni.

Ne hanno una, per esempio, quando si rendono conto (inconsciamente) che è l’unico modo per sostenere e difendere i loro bisogni e le loro voglie nei confronti degli adulti (genitori, insegnanti e nonni).

Aiutando tuo figlio aiuti te stesso

Come sai bene, per esperienza personale, “dire di no” è assai complicato e non sono in molti ad esserne capaci, soprattutto quando conta.

Ecco perché è tra gli insegnamenti più importanti e delicati che un genitore è chiamato a trasmettere ai figli.

Se stai pensando che nemmeno tu ne sei capace, non ti preoccupare perché questo è un aspetto che ti può aiutare.

Il fatto di aver subìto le conseguenze del non saper dire di no, infatti, ti dà la giusta misura di quanto sia decisivo per tua figlia. Con questa motivazione è più facile lavorare affinché lui/lei abbia un diverso rapporto con il “no” e ti aiuta a non perdere di vista l’obiettivo.

In più, il lavoro che fai per lei aiuta anche te stesso perché sicuramente ti sprona a prenderne spunto e a dare l’esempio.

Dire di no è un diritto-dovere

Normalmente, la difficoltà a dire di no deriva dal fatto di considerarla un’azione aggressiva. Hai la percezione di fare una violenza nei confronti dell’altra persona e non ti rendi conto che, in effetti, la violenza la fai a te stessa.

Infatti, non dire di no, spesso vuol dire non difenderti e subire (a seconda della gravità della situazione): violenze, prevaricazioni, ingiustizie o il volere degli altri.

Perciò, per prima cosa, convinciti che “dire di no” è un diritto da rivendicare e un dovere con sé stessi. Poi impara anche a considerarlo un valore, una qualità, in un altro articolo l’ho definito “un’importante soft skill del proprio profilo lavorativo”.

Per i bambini dire di no è un fatto naturale

Come hai visto, ho dedicato buona parte dell’articolo a sottolineare e trasmetterti l’importanza del saper dire di no e non ho ancora parlato di come insegnarlo a tua figlia.

Il motivo è semplice: i bambini lo sanno fare molto bene! Non hanno bisogno del nostro aiuto.

Quindi, in realtà, avrei potuto intitolare l’articolo: Impara a non impedire a tuo figlio di dire di no.

Da quando i bambini (2/3 anni) cominciano a conquistarsi il loro posto nel mondo, i genitori hanno il difficile compito di gestirne l’esuberanza senza farsi spaventare. In molti pensano di dover limitare o addirittura penalizzare la vitalità e la determinazione dei loro figli perché la considerano fuori luogo.

Questo è un grave errore perché rischia di compromettere uno strumento naturale e decisivo nella gestione e nel superamento delle difficoltà.

Impara a rispettare i “no” di tuo figlio

Sfrutta e alimenta il suo bisogno naturale di autonomia. Coltiva questa forza propulsiva che gli dà la spinta ad andare avanti con efficacia e serenità. Più ascolti e rispetti i suoi “no” più tuo figlio acquista sicurezza e determinazione.

Il tuo compito è accettare di buon grado i suoi no, fargli capire che rispetti la sua posizione e che lo esorti a difenderla con vigore. Poi decidi se dare seguito a quei “no” o se dire di no a tua volta.

Così gli insegni a sostenere le sue idee, sempre e con chiunque, ma capisce anche che farlo non gli garantisce di ottenere ogni volta il risultato voluto.

Il segreto è lavorare per sottrazione

In pratica, per garantire a tua figlia di saper dire di no quando serve, devi lavorare per sottrazione. Ecco alcuni esempi:

  • Lascia che esprima il suo dissenso come sa fare ed evita che diventi un problema
    I bambini fin da piccoli sono capacissimi di dire di no e di farlo in modo convincente. Tu devi solo lasciarglielo fare e non opporti.
  • Smettila di credere che i suoi “no” siano un attacco alla tua autorità di genitore
    Come abbiamo visto per la fase 2/3 anni quando ti dice di no non nega te ma afferma sé stessa. Dalle il tuo supporto e guidala in questa fase delicata e fondamentale.
  • Declassa le regole da dogmi assoluti a strumenti per imparare
    La vita è fatta di sfumature e compromessi, evita di renderla rigida. Lascia sia a te che a lei lo spazio per viverla a vostro modo.
  • Riduci il tuo controllo su di lei
    Lascia che si senta libera di esprimere sé stessa, anzi esortala a farlo.
  • Non pensare che educarla voglia dire inculcarla le tue idee
    Ricorda che non esistono verità assolute perciò incoraggia la sua partecipazione critica e insegnale a comprendere ciò che fa e non pretendere che ti ubbidisca ciecamente
  • Lasciati ispirare dal suo diverso approccio alla vita
    Come tra maestro e allievo, anche tra genitore e figli il rapporto non deve essere unidirezionale. Lascia che il suo diverso modo di vedere le cose diventi uno stimolo per te e per il vostro rapporto.

Come per ogni aspetto della vita di tuo figlio anche in questo caso la tua guida è preziosa.

È sempre importante che lui si senta al sicuro e che sia libero di sperimentare e osare sapendo che può contare sul tuo sostegno e sul tuo aiuto.

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