disobbedire

Insegna a tuo figlio a disobbedire

In questo articolo voglio toccare un tasto delicato per la maggior parte dei genitori: la disobbedienza deli figli.

Lo voglio fare mettendo in crisi i luoghi comuni sull’obbedienza e sostenendo l’importanza educativa della disobbedienza.

So che non è facile pensare di educare i figli a disobbedire piuttosto che a obbedire ma ti chiedo di accettare il presupposto e approfondirlo insieme a me. Vedrai che ti troverai d’accordo con me in più di un aspetto.

Se hai timore che accettare e incoraggiare la sua disobbedienza voglia dire perdere il controllo di tuo figlio, non preoccuparti: non lo hai mai avuto e non lo avrai mai, in ogni caso. Per fortuna.

Lo spirito vitale e battagliero di tuo figlio

Ti sei mai chiesto perché i bambini disobbediscono?

È un modo di ribellarsi agli ostacoli che incontrano, a ciò che non piace loro, che li fa stare male o che li infastidisce.

Quando vengono al mondo sono totalmente dipendenti dagli adulti e hanno bisogno del loro aiuto per nutrirsi ed essere accuditi. Ecco perché il loro pianto è così persuasivo e a volte disperato.

Con il pianto si ribellano alla situazione che stanno vivendo (fame, freddo, sonno, caldo o malessere) e ottengono l’intervento dei genitori.

Disobbedire è la conseguenza dello spirito vitale e battagliero con cui sono nati.

I bambini disobbedendo esprimono sé stessi

I bambini con la loro disobbedienza delineano la loro strada manifestando le loro idee e la loro personalità.

In più, usano questo strumento per testare la risolutezza dei genitori o comunicare, inconsciamente, insofferenza e malessere.

Tieni a mente che c’è sempre un motivo per cui tuo figlio fa ciò che fa. Tanto più si comporta in modo conflittuale (pianti, capricci, disobbedienze o ribellioni) tanto più ha bisogno di te.

Ha bisogno che tu lo capisca e che lo aiuti a gestire le situazioni che lo destabilizzano.

Leggi anche Insegna a tuo figlio a dire di no

Disobbedire è più costruttivo di obbedire

So che può essere destabilizzante sentirsi dire che disobbedire è più importante di obbedire. Forse può sembrare una provocazione imprudente ma secondo me non lo è e ora ti spiego perché.

Per farlo ti chiedo di pensare a cosa vuol dire obbedire e a quali sensazioni provi vestendo i panni di un obbediente. Chi e cosa rappresenta per te un obbediente?

Dal canto mio ti ricordo che sono sinonimi di obbediente:

  • ossequente
  • docile
  • rispettoso
  • sottomesso
  • disciplinato

Con quanti di questi aggettivi saresti orgogliosa di essere definita?

Quando invece pensi alla disobbedienza, esclusi i bambini, a chi o cosa pensi?

Intanto che ci rifletti, ti riporto qualche esempio di disobbedienza che ha cambiato decisamente in meglio la nostra storia e la nostra vita.

  • L’Illuminismo che si ribella all’assolutismo dei sovrani e porta alla Guerra di Indipendenza americana e alla Rivoluzione francese da cui sono nate la Carta dei Diritti e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.
  • La Disobbedienza Civile non violenta del Mahatma Gandhi ispirata da Henry David Thoreau (filosofo statunitense che per primo nel 1849 ha usato questa espressione rifiutandosi di pagare le tasse legate alla guerra contro il Messico).
  • Le Suffragette che hanno combattuto per il diritto al voto delle donne.
  • Rosa Parks e Caudette Colvin che hanno disobbedito alla legge segregazionista che le obbligava a cedere il loro posto sull’autobus ai bianchi.
  • I Sit-In di Martin Luther King e di migliaia di afroamericani contro la segregazione razziale.
  • Il Sip-In (sip = sorseggiare) di Dick Leitsch nel 1966 in un bar di New York contro la legge che vietava di servire da bere agli omosessuali.
  • L’Obiezione di coscienza alla leva militare, oggi diritto costituzionale, il cui primo caso conosciuto risale al 295 d.C. (Massimiliano di Tebessa, obbligato per legge ad arruolarsi in quanto figlio di un veterano dell’esercito, si rifiuta per motivi di coscienza e viene condannato a morte).

L’obbedienza fine a sé stessa è pericolosa

Ovviamente non penso solo alle grandi gesta compiute da persone eccezionali. Pensa a quante volte ci assoggettiamo ad atteggiamenti fastidiosi o a brutte situazioni per quieto vivere o perché pensiamo che è maleducato dire di no.

Ti è mai capitato di accettare tuo malgrado:

  • l’invito di un parente antipatico o una riunione di famiglia a cui non volevi andare?
  • un lavoro extra richiesto dal capo o da un collega insistente?
  • il solito noioso programma della serata dell’amico “decido tutto io”?
  • l’ennesima decisione non condivisa del tuo partner?

Insegnare a tua figlia ad essere una “bambina obbediente” equivale ad insegnarle ad essere sottomessa e compiacente.

Sono sicuro che non è tua intenzione ma se dai troppa importanza all’obbedienza fine a sé stessa, succede proprio questo. Non te rendi conto ma, in pratica, stai piegando la sua volontà alla tua e non credo sia quello che vuoi realmente, giusto?

Invece ciò che le serve per diventare un adulta capace e responsabile è conoscere il senso della regola o della legge. Capire i vantaggi che ne derivano rispettandola e quali sono le alternative o le conseguenze se non lo fa.

Perciò insegna a tua figlia il rispetto consapevole dell’autorità e della legge, a partecipare alle regole e alle norme sociali ma non la cieca obbedienza.

5 principi e 8 consigli

Per aiutarti ad affrontare questo spinoso argomento, considerato comunemente controintuitivo, ti propongo 5 principi da cui partire e 8 consigli da mettere in atto con tuo figlio.

I 5 principi

  1. Disobbedire è lecito, a volte vitale
    Accetta che disobbedire è lecito, spesso giusto e che fa parte del gioco.
  2. Obbedire è lecito e vantaggioso
    quando vuol dire accettare e condividere consapevolmente regole, leggi e gerarchie per un bene o un obiettivo comune.
  3. Obbedire è sconveniente e rischioso
    quando vuol dire sottomettersi e subire la volontà altrui annullando la propria.
  4. La sua disobbedienza rafforza la tua autorità
    Non ti preoccupare, la disobbedienza di tuo figlio non mina la tua autorità semmai la rafforza.
  5. L’obbedienza non è uno strumento educativo
    Per educare tua figlia alla vita scegli il pensiero critico (tuo e suo)

Gli 8 consigli

  1. Metti in discussione le tue verità e le tue regole
    Molte delle verità e delle regole che compongono la nostra educazione non sono mai state scelte né capite realmente. Le abbiamo ereditate passivamente dalla famiglia o dalla società. Perciò prendi l’abitudine di metterle spesso in discussione per renderti conto se funzionano davvero o no e poterle così confermare o eliminare consapevolmente.
  2. Rispetta la sua disobbedienza
    Quando disobbedisce sta affrontando l’ostacolo che tu o la regola gli avete messo davanti, non può fare quello che vuole e si ribella: è giusto che sia così. Il suo ruolo è proprio questo: difendere e sostenere le sue istanze.
  3. Insegnagli a capirne e a gestirne le conseguenze
    Il tuo ruolo, invece, è di affiancarlo e aiutarlo a capire le conseguenze e, se sono alla sua portata (la maggior parte delle volte lo sono), ad affrontarle e a gestirle.
  4. Aiutalo a capire che le regole sono utili e a suo favore
    Se non è in grado di affrontare e gestire le conseguenze della sua disobbedienza, aiutalo a capire che quello che gli dici di fare è per il suo bene. Però impegnati a verificare ogni volta che sia davvero necessario e soprattutto che sia veramente per il suo bene.
  5. Aiutalo a trovare una soluzione
    Se disobbedisce è perché ha un problema a rispettare la regola o a fare quello che gli dici, perciò aiutalo a trovare una soluzione a quel problema.
  6. La sua disobbedienza è un indizio prezioso
    La sua difficoltà a obbedire ti aiuta a capirlo meglio, a sapere cosa gli crea problemi e come aiutarlo. Per esempio, puoi scoprire che disobbedisce soprattutto su un argomento, con una persona in particolare o in certe condizioni specifiche.
  7. Supportalo sempre
    Fallo sentire che lo supporti anche quando disobbedisce, che lo rispetti e che sei lì per aiutarlo. Proteggilo anche da eventuali rimproveri e giudizi di insegnanti, nonni e altri adulti.
  8. Insegnale a pensare, non cosa pensare
    Ricordati che il tuo scopo è quello di aiutare tua figlia a costruirsi un’identità e un pensiero critico, a saper formulare un’opinione e a fare delle scelte. Non ci può riuscire se le imponi di obbedire ciecamente a ciò che le dici.

Sii coraggiosa

Come ho detto, sono perfettamente consapevole che la disobbedienza dei figli è un argomento delicato ma ti invito caldamente a essere coraggiosa e ad affrontarlo.

Tuo figlio ti disobbedisce perché si ribella alla percezione di aver subito un’ingiustizia. Perciò fai in modo che non perda mai quello spirito e che sia sempre all’erta e pronto a ribellarsi alle ingiustizie che sicuramente subirà nella sua vita.

Insegnagli a farlo nel modo più efficace e a sopportarne con coraggio e consapevolezza le conseguenze, in modo che sia per lui un’arma con cui difendere i suoi valori, le sue idee e le sue emozioni.

Se vuoi approfondire l’argomento, toglierti qualche dubbio o ragionare sulle tue perplessità contattami senza impegno. Sarò felice di parlarne e confrontarmi con te.

Leggi anche

Autostima nei bambini

Autostima nei bambini

Come si forma l’autostima nei bambini? Tanto dipende dai genitori e dal loro modo di comportarsi.

Ansia da ripresa quando inizia la scuola?

Ansia da ripresa quando inizia la scuola?

Hai mai considerato quello che provano i tuoi figli? Il ritorno a scuola dopo le

Mamma, papà: Babbo Natale esiste davvero?

Mamma, papà: Babbo Natale esiste davvero?

Intorno ai 6 anni i bambini si chiedono se Babbo Natale esiste davvero. Vi racconto come ho aiutato Roberto a trattare l’argomento con sua figlia.

2 Responses

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *