non sentirsi mai abbastanza

Non sentirsi mai abbastanza

Gli obiettivi irraggiungibili

Ti è mai capitato di non sentirti abbastanza per qualcosa, per qualcuno o per te stesso? O di pensare che quello che fai non sia mai abbastanza?

Hai provato a capire perché ti succede?

Capita quando ci si assegna, in modo cosciente o no, obiettivi irraggiungibili.

La maggior parte di questi obiettivi non sono raggiungibili semplicemente perché non sono dichiarati. Perciò quando si giunge ad un traguardo non lo si valuta tale e si tira dritto.

Altri sono obiettivamente fuori portata e qualsiasi cosa si faccia è (per davvero) non abbastanza.

Sapersi dare obiettivi raggiungibili non è cosa semplice, perché bisogna che siano quantificabili e ben definiti. Questo permette di avere un riferimento certo e insieme le indicazioni per come raggiungerlo. Nel caso non ci si riesca, avrai le informazioni per capire cosa non ha funzionato e, eventualmente, potrai riprovarci.

Una sensazione assoluta e generale

La maggior parte di chi non dichiara gli obiettivi ha una sensazione assoluta e generale della propria mancanza. È una sensazione che non ha riferimenti precisi ed è per questo che è così difficile da affrontare e risolvere.

Non sentirsi mai abbastanza è una sensazione che viene da lontano, che si costruisce e si appiccica addosso nel tempo. Pare sia sempre stata lì, costante e immutabile, a definirci.

Nasce dalle esperienze di vita che abbiamo fatto e si alimenta con quelle che continuiamo a fare. Famiglia, società e mercato hanno una grande responsabilità in merito.

  • Famiglia
    Ti ricordi come si relazionavano i tuoi genitori con te quando eri bambina? Se sei qui a leggere queste righe, probabilmente ricordi che erano sempre pronti a correggerti quando sbagliavi, a decidere per te ogni cosa o a chiederti risultati sempre maggiori nella scuola, nello sport e ogni attività che facevi. Insomma, in un modo o nell’altro, non erano mai abbastanza contenti di quello che facevi, non è vero?
  • Società
    Fuori dalla famiglia le cose sono ancora più complicate. La società, infatti, si rivolge alle persone attraverso un filtro che pretende sempre massimi risultati in tutto a prescindere dalla loro storia e dalle loro caratteristiche. Perciò se non sei il numero uno non sei nessuno. Così succede che se arrivi 2° in una competizione europea ti senti un perdente, non festeggi e magari rifiuti anche la medaglia d’argento. Butti alle ortiche tutto il lavoro e le difficoltà che hai affrontato per arrivare fin lì, mancando di rispetto a te stesso e alle squadre avversarie.
  • Mercato
    Questo è un altro mondo in cui ci trattano tutti come mancanti sempre di qualcosa. Per vendere, fanno leva quasi solo sul fatto che se non compriamo il loro prodotto non siamo abbastanza belli, bravi, alla moda, forti, intelligenti e capaci. Che la nostra vita non vale abbastanza senza questo e quello. E funziona! Funziona perché nella nostra società è molto diffuso il sentimento di insoddisfazione generalizzata. Ci manca sempre qualcosa per pensare di stare bene. Il fatto è che questo canto delle sirene ci propone soluzioni false a falsi problemi creando quei bisogni indotti che alimentano il nostro senso di insoddisfazione senza mai appagarlo veramente.

Acquisisci consapevolezza

Come vedi c’è molta inconsapevolezza negli atteggiamenti (e nei mondi) di chi si non si sente mai abbastanza. Inconsapevolezza del perché succede, del fatto che sia una sensazione modificabile e di come farlo. La consapevolezza è la chiave per risolvere molte difficoltà e lo è anche in questo caso.

Interroga questa tua sensazione come se fosse di qualcun’altra e falle le pulci cercandone le motivazioni nei fatti.

Perché noi sei abbastanza, cosa ti manca?
Cosa ti serve per sentirti soddisfatto?

Valuta in modo obiettivo i traguardi e/o gli standard che ti sei posta e assicurati che siano realmente corrispondenti a tuoi bisogni e che questi bisogni siano davvero necessari.

Ripensa agli obiettivi/successi che hai già ottenuto e riconosciti e apprezza le competenze e le abilità che ti sono servite per ottenerli.

Rivedi la percezione che hai di te

Ecco alcuni suggerimenti che possono aiutarti a dare obiettività alla percezione che hai di te stesso.

  • Evita di definirti e giudicarti in base ai risultati ottenuti
    Tu sei molto di più del singolo risultato e della valutazione che ne deriva. Sei la somma di una vita intera che è determinata da situazioni, condizioni, strumenti, risorse e caratteristiche che devono essere sempre tenute tutte ben presenti quando pensi a te stessa. Ricordatelo sempre.
  • I paragoni sono sleali
    Se è difficile tenere conto di tutti gli elementi che compongono te stesso, figurati quanto lo è farlo con le altre persone. Di loro di solito conosciamo realmente molto poco o non abbastanza, perciò il paragone che ne deriva, non essendo obiettivo, risulta sleale.
  • La soluzione è dentro di te
    Ormai è diventata una frase fatta e appare svuotata di significato. Invece ha un gran valore. Vale soprattutto il fatto che hai più potere di quanto pensi: il potere di cambiare le cose. Una volta che ne prendi coscienza, sei in grado di gestire e risolvere la situazione.
  • Chiediti perché non sei MAI abbastanza
    Per il calcolo delle probabilità, è quasi impossibile che tu non sia MAI abbastanza, non credi? C’è qualcosa che non torna, sembra che tu non stia ai fatti. Perciò è evidente che la tua sia solo una percezione, una credenza. Questo è dovuto all’automatismo che fa sì che ti consideri non abbastanza a prescindere dai risultati. È una sorta di riflesso condizionato. Ti senti in questo modo da ormai così tanto tempo che neanche consideri l’alternativa.
  • Cambia sensazioni e credenze
    Il potere di cambiare le cose ti permette di agire anche sulle tue sensazioni e credenze. Pensa all’abitudine che hanno molti italiani di parlare sempre male dell’Italia pensando che non sia mai abbastanza in confronto alle altre nazioni. Ecco un ottimo esempio di un pensiero non obiettivo e palesemente errato. Vogliamo parlare dei risultati italiani nel fantastico 2021?! 🇮🇹
    Tu fai la stessa cosa quando dici di non essere MAI abbastanza, perché pensi solo ai tuoi difetti e alle tue mancanze. È tempo di cambiare consapevolmente la tua percezione di te.

Rivedere il modo di pensare a te stesso ti aiuta a trovare soddisfazione per come sei e per ciò che hai. In molti, purtroppo, sono convinti che ritenersi soddisfatti di sé, e quindi pensare di essere abbastanza, voglia dire accontentarsi. Ma non è così.

Essere soddisfatti di chi si è vuol dire aver raggiunto il proprio equilibrio e sapersi dare il giusto valore e pur soddisfatto puoi continuare a migliorarti ogni giorno. Anzi, chi è già soddisfatto, lavora su sé stesso con più piacere e convinzione perché sa che ne sarà gratificato.

Migliorare sé stessi per piacere o voglia di evolvere, non per soddisfare standard altrui. Questa è la motivazione e la via più efficace.

Dai il (tuo) giusto valore alle cose

Una componente determinante del non sentirsi mai abbastanza è il non riuscire a dare il giusto valore alle cose. Capita, infatti, di dare troppo valore a ciò che non ne ha e di trascurare, o peggio, denigrare ciò che invece ne ha molto.

L’insicurezza e la bassa autostima portano le persone a dare per assodato di non valere abbastanza. È un giudizio che non cerca più riscontro obiettivo nei fatti ma che, in questi, vuole solo spunti per consolidarsi. E quando sei così convinta di qualcosa stai sicura che troverai sempre delle conferme in ciò che ti capita.

Tu pensi di essere obiettivo con te stesso e di riuscire a darti il giusto valore? Non è sempre facile, vero?

Per poterlo fare, anche in questo caso, bisogna che tu ti concentri su te stessa e sulla tua situazione. È il valore che le cose hanno per te che conta, cerca di non generalizzare né di rifarti a quello che dice la gente.

Solo tu sai la fatica e i sacrifici che hai fatto per ottenere ciò che sei e che hai. Da dove sei partito, quali strumenti e possibilità avevi, i traguardi paralleli che hai raggiunto. Sono sicuro che sottovaluti più di uno di questi aspetti.

E poi, i traguardi che non senti tuoi, inevitabilmente, per te hanno poco valore o non ne hanno affatto. Perciò non investire le tue energie e il tuo sudore inutilmente.

Impara a scegliere con cura e amor proprio le tue battaglie.

Il mio modo per aiutarti a stare meglio

So che non è facile contrastare pensieri e abitudini che durano da così tanto. Si fa fatica ad essere obiettivi e a mantenere la concentrazione su sé stessi e sui fatti.

Perciò sappi che, se vuoi, sarò felice di darti una mano a farlo. Sarà anche un modo concreto di ragionare sul valore che hanno per te le cose perché:

Eh sì, infatti mi piace l’idea che sia tu a dare valore al lavoro che facciamo insieme. È il mio modo di aiutarti a scegliere consapevolmente e liberamente di lavorare su te stessə e stare meglio.

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