problemi sul lavoro

Problemi sul lavoro? Parliamone

Tornare a casa nervoso e arrabbiato è diventata la regola

Andrea mi ha chiamato perché aveva problemi sul lavoro e voleva un aiuto per risolverli, o almeno capire (come ha messo per inciso lui stesso) come mai gli rendessero la vita così difficile.

“Tornare a casa nervoso e arrabbiato è quasi diventata la regola. Lavoro in un ambiente disorganizzato e mal gestito e alla fine ne faccio sempre io le spese anche se provo in tutti i modi a rimediare”

Andrea mi ha raccontato ciò che succedeva nel laboratorio di cui è responsabile e dei suoi conflitti con il capo.

“Andrea spiegami cosa vuol dire che ne fai sempre tu le spese”

“Vuol dire che, quando il direttore tecnico, che è il mio capo diretto, non rispetta le procedure e crea qualche casino, io rimedio ma agli occhi del reparto sembra sia comunque colpa mia.”

“In che senso sembra che sia comunque colpa tua?”

“La settimana scorsa, per esempio, abbiamo testato dei materiali per un nuovo prodotto e una volta trovato quello che rispettava le caratteristiche richieste ho dato il via libera alla produzione per preparare il campione da dare al cliente. Il giorno dopo sono stato chiamato dal responsabile della produzione perché il materiale scelto non corrispondeva alle specifiche in suo possesso. È saltato fuori che il direttore tecnico aveva accolto un ripensamento dell’ultimo minuto del cliente e siccome, per soddisfare le nuove specifiche, serviva un materiale già codificato e presente in magazzino ha pensato non fosse necessario avvertirmi. Già, peccato però, che per le nostre procedure un nuovo prodotto deve sempre essere testato in laboratorio prima di dare l’ok alla produzione e il fatto di aver cambiato uno dei materiali comporta l’obbligo di rifare i test e ridare l’ok!”

“Quindi cosa hai fatto?”

Io rimedio ma mi prendo la colpa

“Siccome il campione era urgente, ho dovuto fermarmi fino a sera tardi per rifare i test e permettere così alla produzione di preparare il campione entro il turno di notte e consegnarlo in tempo (e con tutti i documenti qualità in regola) per la spedizione in programma la mattina dopo”

“Andrea, in questo caso mi sembra ovvio che sia stata colpa del tuo capo e non tua, anzi, tu hai risolto il problema che lui ha creato e hai permesso di rispettare la data di spedizione del campione”

Sì certo, in teoria! Ma nella pratica quasi nessuno sapeva che l’errore era del direttore, invece tutti sapevano che sono stato io a bloccare la produzione e a richiedere un ulteriore test di laboratorio e che per questo parecchie persone hanno dovuto fare gli straordinari e il giorno dopo il magazziniere ha dovuto preparare la spedizione in fretta a furia con il corriere che aspettava nervosamente sulla porta. Chi credi abbiano guardato storto per tutto il giorno? Come ti ho detto: io rimedio ma mi prendo la colpa!”

“Tu hai solo seguito le procedure e consentito ai reparti coinvolti di rispettare il flusso di lavoro, immagino che senza il tuo intervento il magazziniere non sarebbe riuscito ad emettere i documenti per la spedizione”

“Esatto e non solo: ci vuole per forza l’ok del laboratorio perché il gestionale renda possibile sia la produzione che la spedizione del campione.”

Vecchie abitudini dure a morire

Andrea mi ha spiegato che questo tipo di problemi sul lavoro capitano spesso perché la maggior parte delle figure apicali dell’azienda è della vecchia generazione, per niente abituati al rigore delle procedure e del flusso di lavoro regolato (e imposto) dal software gestionale.

La conseguenza diretta di ciò è che davanti ad un imprevisto, o ad un problema, la loro reazione è quasi sempre quella di trovare soluzioni in deroga alle procedure. Ecco spiegati i problemi con il capo di Andrea.

“È gente abituata a trovare scorciatoie e a fare eccezioni pur di spedire il prodotto al cliente e al diavolo le questioni burocratiche, come le chiama il mio capo”

“Quindi mi sembra di capire che questo è un modo di fare assodato e ben conosciuto da tutti, giusto?”

“Sì sì, in alcuni casi ci puoi scommettere su come andrà a finire!”

“Bene, allora concentriamoci sul capirne caratteristiche e dinamiche e poi cerchiamo le contromisure più indicate. Se ci pensi bene potrebbe anche essere facile, in fondo è un comportamento molto prevedibile che si ripete sempre con gli stessi schemi: sai da dove nasce, chi è coinvolto, come si sviluppa e che conseguenze crea e sai anche (e forse è la cosa più importante) perché è fondamentale neutralizzarlo”.

Fatta chiarezza è tutto più semplice

Continuando a ragionarci su, Andrea si è reso conto che era diventato un fatto personale sia per lui che per il suo capo. Andrea ormai considerava il rigido rispetto delle procedure quasi solo una questione di principio (fine a sé stesso) mentre per il direttore tecnico era un’inutile costrizione “imposta da chi non ha mai lavorato in una fabbrica!” (come diceva lui) che creava solo problemi.

Questo atteggiamento ha portato entrambi a irrigidire la propria posizione e a perdere completamente di vista il senso di quelle regole: far lavorare tutti meglio.

Capito questo, Andrea ha rivisto piano piano il suo atteggiamento e ha subito notato che (così facendo) si è tolto un gran peso di dosso e che (di conseguenza) riusciva a vedere tutto con più chiarezza.

Una volta capito che non era un suo problema, Andrea si è fatto aiutare a risolverlo

Eliminando la questione personale, si è ricordato che il sistema dei flussi di lavoro e delle procedure riguarda tutti in azienda, che ha bisogno di tutti per funzionare bene e che aiuta tutti a lavorare meglio.

Così Andrea ha smesso di guardare solo al direttore tecnico e ha coinvolto gli altri responsabili di reparto (compreso il responsabile IT) e, insieme a loro, ha lavorato per creare, intorno al suo capo, una rete più solida e più ligia che gli impedisse di sgarrare tanto facilmente.

Insomma, una volta realizzato che quello non era un problema suo ma di tutta l’azienda, lo ha condiviso e si è fatto aiutare a risolverlo e, soprattutto, non se l’è più portato a casa!

Ovviamente i problemi non sono magicamente spariti in un giorno ma per Andrea è cambiato nettamente il modo con cui reagisce e si fa coinvolgere.

Con un atteggiamento meno astioso si è reso conto, per esempio, che molte delle resistenze che incontrava erano dovute a incapacità, ignoranza o difficoltà al cambiamento, tutti elementi più o meno risolvibili con la formazione e con alcuni compromessi.

È normale fare fatica a capire come stanno le cose quando sono così complesse

La quotidianità lavorativa è spesso molto complessa, sono coinvolti parecchi aspetti: il tipo di ambiente, le aspettative sia personali che aziendali, le relazioni tra colleghi e con i superiori, il sentirsi più o meno realizzati e (non ultima) l’abitudine a come vanno le cose (nel caso di Andrea: il capo che forza le regole e gli crea un sacco di problemi).

Ecco perché può essere molto difficile capire come stanno realmente le cose ed è ancora più difficile pensare di poterle cambiare.

Raccontami la tua situazione: capirai come affrontarla al meglio!

Se anche tu hai problemi sul lavoro e tornare a casa nervoso e arrabbiato è diventata quasi la regola e non riesci a trovare una soluzione, ora sai che io ti posso aiutare.

Raccontami la tua situazione, analizzeremo insieme i fatti così potrai capire come affrontarla al meglio.

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